LA FRANCIACORTA

La Franciacorta, origini :

 

L’origine del termine Franciacorta deriva da “Curtes Francae”, cioè quelle piccole comunità di monaci benedettini insediate nell'Alto Medioevo in zona collinare vicino al Lago d’Iseo che erano esentate dal pagamento dei dazi, ai Signori e al vescovo, per il trasporto ed il commercio delle loro merci in altri Stati o possedimenti, poiché i frati erano dediti alla bonifica dei territori assegnati e istruivano i contadini alla coltivazione dei campi. Infatti le “curtes” erano i principali centri di commercio dell’epoca.

La Franciacorta si trova nel cuore della Lombardia, a due passi da Milano, affacciata sulle sponde del Lago d’Iseo in un’area che comprende 19 Comuni della Provincia di Brescia, per una superficie totale di 20.000 ettari. Il prezioso patrimonio culturale, storico e naturale di questa terra è disseminato in splendide cornici verdeggianti, lungo i dolci declivi delle antichissime colline di origine morenica, che fanno della Franciacorta un territorio situato tra il lago d’Iseo e la città d’arte di Brescia, da scoprire, assaporare e respirare. 

Il territorio della Franciacorta si propone come punto di riferimento per turisti individuali, gruppi e operatori, garantendo loro un supporto tecnico-organizzativo per ricevere informazioni e servizi, costruire itinerari e scoprire più da vicino le svariate opportunità che quest’area da sempre vocata alla viticoltura;

territorio per lo più collinare e anticamente cosparso di boschi è stato ultimamente trasformato con l'impianto di numerosi vigneti che ne caratterizzano la peculiarità. Gli enti locali sono impegnati a salvaguardarne l'aspetto paesaggistico e conservativo sia dal lato fisico che dal punto di vista storico-culturale: numerose infatti le testimonianze architettoniche dell'antichità (monasteri, chiese, abbazie, ville e castelli dell'epoca medioevale).

Al confine meridionale della Franciacorta è situato il Monte Orfano, di chiara origine morenica, che raggiunge 451 m di altitudine massima. Il territorio tradizionalmente e/o localmente considerato "Franciacorta" è leggermente più esteso di quello rigorosamente rientrante nella relativa denominazione Franciacorta.

Lo storico iseano Gabriele Rosa (1812 – 1897), nel suo libretto La Francia Corta, descrive:

"La Francia corta è un’ondata di colline succedentisi variamente alle falde degli estremi dell’alpi retiche verso il piano tra Brescia e l’Olio, che verso Castegnato sfumano in questa campagna, e fra Rovato, Erbusco e Cologne, quasi urtandosi da varie parti, s’accumulano e compongono il Monte Orfano; colle gradevole per lenta china, cui il molto popolo intorno col volgere de’ secoli trasse il manto de’ boschi naturali verso mezzodì, e così chiamato perché sorge solitario ma non mesto all’altezza di 459 metri sul livello del mare, fra la grande spianata lombarda e l’ultimo sfogo dei colli minori.
Strade lisce, belle, quale che inerpica, quale che scende, quale che costeggia il lago, intrecciano la Francia Corta in mille guise, e ad ogni miglio è un paesuccio tra il verde. Qualche cosa d’intimo e di fratellevole è diffuso per questo ridente bacino, strade postali non l’attraversano, ma vie larghe non più del bisognevole agli scambii, fiancheggiate non da monotoni filari di piante, che la molta polve dà un colore cenericcio, ma da siepi fiorite che circondano e dividono poderi ottimamente coltivati da parere giardini".

la tradizione dei vini

Sulle colline della Franciacorta la coltivazione della vite ha origini remote, come testimoniano i rinvenimenti di vinaccioli di epoca preistorica e gli scritti di autori classici, quali Plinio, Columella e Virgilio. Il ricco materiale archeologico di età preistorica rinvenuto, come ad esempio i resti di palafitte ritrovati nella zona delle Torbiere del Sebino, racconta come qui si stanziarono popolazioni primitive, a cui subentrarono via via i Galli Cenomani, i Romani e i Longobardi.

La coltivazione della vite fu una costante della Franciacorta, dove dall’epoca romana, al periodo tardo-antico, al pieno medioevo crescevano vigneti anche grazie alle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche. Con alti e bassi, la viticoltura in queste terre non si interruppe mai.

E' una delle due zone italiane a più spiccata vocazione spumantistica.